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NEWS DI GABRIELLA POLA
Da oggi sono disponibili le news aggiornate periodicamente.
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08/01/2017
I CONTINENTI E L'AMBIENTE |
| Dovrebbero essere oggetto di un progetto che prevede la distribuzione sui territorio delle aree destinate a zone industriali, delle area destinate a zone agricole, in funzione delle zone abitate dall'uomo, seguendo criteri che diano la priorità alla preservazione della salute dell'uomo e della salute del territorio che sono strettamente connesse. Dunque dovrebbe essere previsto anzi favorito il fatto che, a prescindere dall'immigrazione proveniente da altri continenti, la popolazione di ogni continente potesse preferire una dislocazione diffusa sul territorio, evitando di dar origine a metropoli, come già scritto. Evitandosi la corsa alle città più grandi che peraltro è già calata per la crisi e favorendo le città di dimensioni più contenute. Il tutto per scongiurare il pericolo di epidemie, ma anche per evitare che l'inquinamento, prodotto dalle industrie e dall'uomo, raggiunga livelli di concentrazioni pericolosi (già presenti in molti luoghi), con la minaccia di danni gravi per la salute delle persone. Al contempo andrebbe monitorata la produzione industriale, ponendo dei limiti. La base e preminente risorsa di ogni Paese è il territorio, inteso come terreno idoneo ad essere destinato ad area abitativa ossia sano anche al punto da poter essere destinato a coltivazione agricola. Laddove occorra dovranno essere dati dei termini temporali per lavorare i terreni secondo i criteri tradizionali agricoli e di concimazione naturale, per migliorarli risanandoli. Dopodiché dovranno essere eseguiti i controlli già previsti dalla normativa esistente, in modo che si analizzino le varie zone verificando i gradi di sanità dei terreni delle stesse. Da tali dati potranno essere dedotte le misure precauzionali da applicarsi per preservare la sanità dei terreni che hanno mantenuto tale caratteristica. |
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07/01/2017
NUOVI INDIRIZZI EMAIL |
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Copyrights Associazione LA RICERCA GEMBOOK dott.sa Gabriella Pola - Milano |
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02/01/2017
LA DIFFUSIONE DELLE MALATTIE E L'AMBIENTE |
| Stanno aumentando in modo evidente le malattie, in funzione della concentrazione della popolazione in determinate zone e delle condizioni di vita, per la maggior parte di promiscuità.I dati riferiti dimostrano come negli ultimi vent'anni si siano manifestati diversi ceppi di meningococco e confermano che i casi d'infezione rilevati sono in zone ad alta densità abitativa. Alcune persone affette da meningite erano state vaccinate: dal campione dei pochi casi riferiti risulta infatti che nel 30%-40% dei casi la vaccinazione non ha funzionato. La stessa mancanza di anticorpi si rileva in molti vaccinati per l'epatite B. Per le considerazioni già scritte, anche se si garantiscono le vaccinazioni si sa possano provocare danni, ci sono stati dibattiti a riguardo; vi sono dati empirici molto chiari di malattie come la leucemia o i tumori, un tempo quasi inesistenti in giovane età, ora in notevole aumento, fatto che evidenzia un'origine collegata al modo di vivere ossia verosimilmente dovuta a fattori esogeni pericolosi. In ogni caso vi possono essere diversi effetti secondari delle vaccinazioni verosimilmente oggi non ancora conosciuti. Il fatto che non garantiscano l'immunità dimostra inoltre a maggior ragione come possano essere inutili;spesso può accadere infatti, come è avvenuto per il meningococco che il batterio si differenzi in varie forme. Se le malattie aumentano e non si riesce ad arrestarle, l'unico modo valido per evitarle consisterebbe nella prevenzione. Considerando che l'inquinamento, la vita promiscua, la qualità dell' alimentazione, tutti gli agenti nocivi, influiscono sullo stato della salute fisica dell'uomo, rendendolo più vulnerabile nei confronti delle malattie, si dovrebbe considerare come poter minimizzare tali effetti negativi. Il primo ed importante fattore da considerare è che la vita in una grande metropoli ha molte controindicazioni; di fatto le metropoli più grandi nel tempo si trasformano e succede, come ad es. a Londra che il cuore della città diventi luogo di lavoro: la city occupata dagli uffici, mentre le abitazioni sono nell' hinterland, anche a distanza di diversi chilometri. La prevenzione consisterebbe innanzitutto nel favorire il moltiplicarsi di centri o cittadine di dimensioni ragionevoli in cui vivere, secondo dei programmi che provengano dall'alto; anche favorendo i trasferimenti delle famiglie che per genere di lavoro possano o vogliano optare per tali scelte salutari.Molte famiglie hanno già scelto di vivere in luoghi più naturali o si accingono a farlo e sarebbe bene si considerasse l'importanza di non attendere ad operare scelte analoghe; cercando al contempo di ottenere, per quanto possibile dalle Autorità responsabili la riduzione dei fattori inquinanti. Le autorità preposte devono con grande cura tenere presenti ed applicare le direttive europee, esistenti dal 1991, per la valutazione strategica del territorio che prevedono controlli ed anche le analisi dei terreni agricoli (ogni 5 ettari). Le stesse direttive prevedono controlli sulle acque, sugli allevamenti e sulle colture. Tale prevenzione è fondamentale ed urgente, poiché tutte le forme di vita per rimanere tali hanno necessità d'aria e d' acqua(entro certi limiti pure), ma anche di spazi vitali naturali, in quanto l' estensione di un territorio con un terreno sano, è direttamente proporzionale al benessere dell'uomo che l'abita. Come prevenzione è molto importante l'informazione e l'educazione dei giovani fin dall'età scolare, per insegnare ad assumere comportamenti di vita che offrano delle difese, adottando cautele maggiori per la salute, nell'attesa dei cambiamenti generali sopra indicati che sarebbe bene ed urgente definire e programmare d'attuare.
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